PRIMA PARTE - Olfatto e memoria: esiste un legame precoce? Quali funzioni supporta?

Aggiornato il: 9 apr 2019

Vi è mai capitato di passare di buon mattino, davanti ad una panetteria, e di evocare attraverso l'odore del pane appena sfornato, ricordi nitidi e struggenti di persone o di luoghi a noi cari?

Ricordi della prima infanzia, dei nonni, degli zii, di una casa o di un luogo che non abitate più, che l'odore della pizza o del pane appena sfornati sono in grado di far riemergere in un lampo, dalle oscure pieghe della nostra memoria.

Nel 1913, Marcel Proust ha descritto un esperienza simile con avvincente maestria nel suo "À la recherché du temps perdu". Immergendo una "madeleine" nel suo tè, dal suo aroma e dalla sua fragranza, si sprigionavano ricordi felici della sua infanzia. E' uno dei passaggi più citati della sua produzione letteraria proprio perchè ognuno di noi puo' facilmente identificare in quel passaggio episodi di vita autobiografici.

Oggi questo passaggio viene citato dai neurofisiologi come "EFFETTO PROUST"

Queste esperienze illustrano il potere unico di profumi, odori e aromi come segnali mnemonici che possono far rivivere, aggiornare e ricreare interi episodi di una vita.

Molti studiosi ritengono che lo scrittore diede un importante contributo alle neuroscienze.

Quello che è importante sottolineare è che gusto e olfatto non passano attraverso il talamo ma sono elaborati dall'amigdala, ed è per via di questo che gli odori producono suggestioni fortemente connotate sul piano emotivo.

Questo effetto è particolarmente interessante perchè scaturisce da un episodio di memoria involontaria.

Questi meccanismi sembra siano presenti già a livello fetale.

Lo conferma Porter, (1), secondo il quale il feto apprende l'odore della madre e questo favorirebbe il riconoscimento e l'attaccamento materno dopo la nascita.

D'altra parte, come sostengono Herbinet e Busnel, (2), e Schaal et Al. :

“Gli stimoli più ricchi sono presenti prima della nascita: gli stimoli chimici del liquido amniotico intervengono sul gusto e sull'olfatto."

Nel feto lo sviluppo di bocca e lingua è già completo intorno all'ottava settimana.

Si registrano reazioni di ritirata del feto, (withdrawal reflex), all'introduzione di sostanze amare nel liquido amniotico.

Dopo la trentacinquesima settimana il feto distingue il sapore dolce con il quale sembra tendere a rilassarsi.

Il sistema del gusto incoraggia l'esplorazione e promuove lo sviluppo, (mano/dito alla bocca-suzione, propedeutici per l'allattamento).

Nei bambini pretermine lo scarso “allenamento”determina problemi di allattamento e successivamente di coordinazione motoria, (ritmo suzione, deglutizione, respirazione), (4).

Inoltre il feto umano può acquisire informazioni dagli stimoli olfattivi che sono coinvolti in altri domini psicobiologici come i comportamenti alimentari, la stabilità emotiva e l'attaccamento precoce, (5).


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Dr. Enrico Antonucci Ferrara - Tutti i diritti riservati - Patamu 2019



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BIBLIOGRAFIA



1) Porter RH. Mutual mother-infant recognition in humans. In: Hepper PG, editor Kin recognition. Cambridge: Cambridge University Press. 1991

2) Herbinet, E.; Busnel, M. C.(2001). L'alba dei sensi. Cantagalli, Siena.


3) Schaal B., Marlier L., Soussignan R. Human Foetuses Learn Odours from their Pregnant Mother’s Diet, Chemical Senses, Volume 25, Issue 6, 1 December 2000, Pages 729–737


4) The NICU experience: its impact and implications.Virginia Early Intervention Conference. Roanoke, VA; March 7-8, 2005.


5) Schaal, B.(1988). Olfaction in infants and children: developmental and functional perspectives.Chem. Senses, 13, 145-190.






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