ADOLESCENTI

STIMA Training© ADOLESCENTI, si raccomanda di leggere i princìpi generali già esposti nella pagina STIMA Training© Riflessi Primitivi PDI e STIMA Training© BAMBINI​.

Lo STIMA Training© ADOLESCENTI

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Durante i primi mesi di vita il bambino apprende attraverso i sensi come muovere il proprio corpo nello spazio, iniziando quel processo di verticalizzazione che parte dal sollevamento del capo e che attraverso varie fasi di gattonamento culmina con i primi passi in stazione eretta.

Questa fase si connota attraverso la maturazione del cervello che parte alla nascita in modalità "ON-OFF", privo di connessioni neurali e di capacita' modulatoria motosensoriale.

In questa fase il corpo è dominato dai riflessi primitivi che servono a garantirne la sopravvivenza. Successivamente, in un processo progressivo che culmina mediamente intorno ai 15-18 mesi di vita, si realizza il completamento dell'integrazione dei riflessi, che non scompaiono del tutto, ma vengono controllati dalla corteccia cerebrale.

Tutto ciò, libera con la medesima progressione la volontarietà del movimento, (1), e la maturazione dell'autoregolazione sensoriale, (2).

Gli schemi motori sono il primo "linguaggio" dei bambini, (3),  che ci consente di capire se lo sviluppo procede correttamente seguendo le tappe motorie previste. 

Seguendo il modello del cervello triuno di Mac Lean, (4),  si parte da una dominanza dell'attività dei settori cerebrali inferiori, quelli più primordiali, deputati al mantenimento delle funzioni fisiologiche e alla sopravvivenza, (tronco encefalico, composto da: mesencefalo, bulbo e ponte). 

Il bambino tra i cinque e i dieci anni circa, stabilizza queste acquisizioni, con frequenti ricadute nella fase precedente, inversamente proporzionali per frequenza e intensità al progredire dell'età. L'andamento ondulatorio della fase maturativa, è caratterizzato da fasi comportamentali regressive con perdita temporanea della capacità autoregolatoria, (capricci improvvisi, ipereccitazione, aggressività, pianti inconsolabili, scarso controllo, (anche sfinterico).

Progressivamente l'ago della bilancia comportamentale si sposta sempre più per frequenza e modalità, verso il territorio dell'autoregolazione e verso una stabilizzazione nella gestione delle sfide proposte dal mondo, dai pari, dalla famiglia e dalla scuola. Si cominciano a manifestare desideri di autonomia e si cerca di incoraggiare l'autostima concedendo i primi distacchi dal nucleo familiare, (gite scolastiche, brevi vacanze). 

Nel corso di uno sviluppo normale, per tempi e modi, la predominanza dell'attività cerebrale si trasferisce gradualmente nell'area limbica del cervello, (comune a tutti i mammiferi), fortemente condizionata dalle emozioni e guidata dall'affettività e dalla socialità, ma anche dalla paura e dall'insicurezza.

L’attività del sistema limbico si intensifica con l’inizio della pubertà, tra i 10 e i 12 anni mentre lo sviluppo della corteccia prefrontale, l'area che ci distingue dagli altri animali e che governa il pensiero razionale e il controllo delle emozioni raggiunge il pieno sviluppo intorno ai 20-24 anni.

E'questa l'età della maturazione della corteccia prefrontale, che è la parte più anteriore del lobo frontale e che si occupa della pianificazione dei comportamenti cognitivi complessi, dell'espressione della personalità, della capacità decisionale, del controllo e  della moderazione della condotta sociale, (5). 

La capacita' di gestire le emozioni, di inibire i comportamenti impulsivi e di dilatare la durata del focus attentivo, seguendo priorità dettate dalla logica ogni volta che tale comportamento venga richiesto, (in particolare, dalla situazione o dalla sollecitazione di un adulto o di una/un coetanea/o), rappresenta un'acquisizione fondamentale che segna il percorso di transizione dall'infanzia all'adolescenza.

L'autonomia individuale matura passando da una totale dipendenza dagli altri, nella prima infanzia, alla progressiva capacità di gestire da soli il mondo e gli eventi che la vita propone: tutto questo si sviluppa nella transizione tra

l'infanzia e l'adolescenza, prima e tra l'adolescenza e  l'età adulta, poi. 

Quando i bambini crescono, le problematiche dello sviluppo sono state già evidenziate. Per alcuni di loro, i più fortunati, è stato possibile individuare e iniziare a trattare tutti i problemi funzionali, motori, comportamentali, socio affettivi, del linguaggio e dell'apprendimento.

Per molti di loro, che non hanno ricevuto la dovuta attenzione di genitori e caregivers, anche perchè riuscivano a mascherare bene i loro problemi, l'emersione del disagio viene spesso confusa con i sintomi dell'adolescenza.
In realtà questi bambini hanno sviluppato delle strategie compensative, che nel periodo delle scuole elementari, hanno consentito loro di sopravvivere alle sfide della crescita e dell'apprendimento.

Quando iniziano le scuole medie, le richieste aumentano per quantità e qualità e

le difficoltà o le fragilità emergono in modo più evidente. 


A quel punto le problematiche funzionali non si rivelano più come tali, ma come aspetti comportamentali oppositivi, aggressivi o sotto forma di ansia, scarsa autostima, demotivazione, tendenza a desistere nell'affrontare le sfide di tutti i giorni, fino ad arrivare a comportamenti immaturi di eccessiva ilarità o di crisi emotive apparentemente immotivate. 

L'adolescenza può essere considerata come un'aggravante che incide attraverso

il cambiamento dell'aspetto fisico, la tempesta ormonale e il cambiamento di alcune aree cerebrali.
Il nuovo assetto adolescenziale modifica i rapporti tra i principali sistemi neurali

e i loro differenti neurotrasmettitori che regolano gli scambi fra le sinapsi. L'Imaging del cervello di un adolescente eseguito con la Risonanza Magnetica Funzionale, (FMRI), mostra in tempo reale che il cervello degli adolescenti funziona in modo diverso rispetto agli adulti, e i cambiamenti nella connettività cerebrale funzionale possono contribuire ad una maggiore vulnerabilità verso la tossicodipendenza nell'adolescenza, (6).

Cambiano le modalità di valutare le situazioni, di prendere decisioni o di risolvere problemi. 
Mentre l'adulto è più influenzato dal "pensiero lento" più riflessivo e logico e meno dalle emozioni, gestite dall'amigdala, struttura cerebrale presente in un'altra area diversa dalla corteccia e appartenente anche agli altri mammiferi: il sistema limbico.

Lo  sviluppo  della  corteccia  prefrontale raggiunge il  pieno sviluppo circa 10 anni più tardi.  
Il  periodo  che va dagli 12 anni ai 21  viene  chiamato “Risk Period” (7).
Il cervello, funziona allo stesso modo in tutti gli adolescenti per i quali le decisioni dipendono dalle circostanze e dalle opportunità del momento e dall’influenza dei coetanei senza essere in grado di valutare le conseguenze future delle proprie azioni, ma avendo perso le inibizioni indotte dagli adulti e dalla limitazione psicofisica e ambientale nella fase dello sviluppo infantile, attraverso il pruning.


Le immagini del cervello degli adolescenti in funzione, mostrano la diversa modalità di utilizzo rispetto agli adulti, quando prendono decisioni o risolvono problemi.

Le loro azioni sono guidate più dall'amigdala, che è influenzata dall' emotività e meno dalla corteccia frontale, che presiede alla riflessione e alla logica.

La ricerca ha anche dimostrato che l'esposizione a droghe e alcol durante l'adolescenza può cambiare o ritardare lo sviluppo.

Shonkoff e Phillips, (8), nel 2000 hanno definito una triade autoregolatoria di importanza fondamentale: regolazione delle emozioni, regolazione del comportamento, regolazione del focus attentivo. La pubertà è correlata al cambiamento di quelle regioni cerebrali coinvolte nei processi affettivi e motivazionali, (9).
Il successo in una zona può alimentare il successo in un'altra, ma allo stesso modo, i problemi in una zona possono minare lo sviluppo in un'altra.

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Dr. Enrico Antonucci Ferrara 
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BIBLIOGRAFIA

 

1)  Accardo, P. J., Accardo, J. A., & Capute, A. J. (2008). A neurodevelopmental perspective on the continuum of developmental disabilities. (3rd ed. Vol. I). Baltimore: Paul H Brookes Publishing A. Infancy and human growth. New York: The Macmillan Company; 1929.


2) Posner M., Rothbart M.  Developing mechanisms of self-regulation. Development and Psychopathology, 12 (2000), 427–441.Paul D. 

3) Gesell A. Infancy and human growth. New York: The Macmillan Company; 1929.

 

4) MacLean P. D. , The triune brain in evolution. Role in paleocerebral functions, New York, Plenum Press, 1990

5) Caballero A., Granberg R., Tseng K. Y. (2016). Mechanisms contributing to prefrontal cortex maturation during adolescence. Neurosci. Biobehav. Rev. 70 4–12. 10.1016/j.neubiorev.2016.05.013

6) Ernst M., Torrisi S. et Al.  FMRI Functional Connectivity Applied to Adolescent Neurodevelopment. Annu Rev Clin Psychol. 2015 ; 11: 361–377.

7) Giedd. J. N. (2004). Structural magnetic resonance imaging of the adolescent brain. Annals of the New York Academy of Sciences,

1021, 77-85

8) National Research Council and Institute of Medicine (2000) From Neurons to Neighborhoods: The Science of Early Childhood Development. Committee on Integrating the Science of Early Childhood Development. Jack P. Shonkoff and Deborah A. Phillips, eds. Board on Children, Youth, and Families, Commission on Behavioral and Social Sciences and Education. Washington, D.C.: National Academy Press. 

9) Vijayakumar N., Op de Macks Z., Shirtcliff E., Pfeifer J. Puberty and the human brain: Insights into adolescent development. Neurosci Biobehav Rev. 2018 Sep;92:417-436.

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Non è una terapia ma è da considerarsi più una forma di allenamento che agevola il corso naturale degli eventi fisiologici della transizione verso l'età adulta. E' dedicato ai preadolescenti e agli adolescenti tra gli 11 e i 18 anni. 

Le/I  ragazze/i  apprendono una serie di giochi e di semplici esercizi prevalentemente attivi e se necessario passivi che consentono di agevolare la risoluzione di lievi ritardi maturativi, (motori o comportamentali),  non gravati da diagnosi particolari. 

E' possibile concordare interventi specifici su bambini portatori malattie o sindromi genetiche, o di disturbi neurologici con il benestare e la sinergia dell'equipe medica che ne segue l'evoluzione. Nello schema sottostante sono elencate le condizioni del bambino che possono beneficiare della pratica dello STIMA Training© ADOLESCENTI​.

INFOGRAFICA-BAMBINI-ADOLESCENTI.jpg
  • aggressività, impulsività
  • disorganizzazione
  • scarso contatto visivo
  • scarso equilibrio
  • scarso autocontrollo
  • agitazione psicomotoria
  • crisi di frustrazione
  • scarsa motivazione
  • paure e comportamenti evitanti
  • tendenza all'isolamento
  • tendenza a sdraiarsi e ad appoggiarsi
  • stati di assenza in ambienti rumorosi
  • disorientamento
  • paura del vuoto
  • mal d'auto
  • goffaggine motoria
  • paura di parlare in pubblico

ALTRO

INFO STIMA Training© ADOLESCENTI

Di norma il corso è individuale e richiede uno/due incontri preliminari valutativi della durata di  50 min. + 14 incontri di 50 min e tre successivi incontri di follow up a 3 , 6 e 12 mesi di distanza. In alcuni casi, (solo per i più complessi), si richiederà di ripetere il ciclo.

Verra' richiesto di eseguire parte del training anche a casa, tutti i giorni, per circa quattro mesi.

Il carico di lavoro crescente non supera mai i 7-8 minuti di attività X due volte al giorno. E' di importanza basilare per il risultato finale e per  il suo mantenimento. Il corso si pratica in sede. Solo nei casi più semplici sarà possibile seguirlo online.

In quest'ultimo caso è necessario mettersi in contatto scrivendo una mail.

Il costo del corso è da intendersi "per nucleo familiare", cioè genitori + ragazza/o. Al termine del corso e dopo i due incontri di follow up è possibile richiedere una relazione sul lavoro eseguito e sui risultati ottenuti, che avrà un costo aggiuntivo.